Barbara MICARELLI

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Barbara Micarelli nasce a Sulmona il 3 Dicembre 1845 da Bernardino Micarelli e Celestina Santini. Lo stesso giorno viene battezzata presso il Battistero della Cattedrale di S. Panfilo. Oltre Barbara, Bernardino e Celestina ebbero altri 4 figli. Lui era usciere in tribunale; lei una semplice casalinga. L’intera famiglia viveva una vita cristiana fatta di semplicità, lavoro e preghiera, nonostante le immancabili difficoltà di ogni genere. Barbara era appena fanciulla quando la famiglia fu trasferita a L’Aquila. Qui a 12 anni, nella festa di San Francesco d’Assisi, il 4 Ottobre 1857 fece la prima Comunione.
La giovane Barbara vive in una Abruzzo montano, profondamente segnato dal fenomeno dell’emigrazione, simbolo inequivocabile di un forte stato di povertà in cui la gente del luogo si trova a vivere.
In Italia, nel contempo, serpeggia una forte ondata di anticlericalismo e di laicismo; una serie di leggi culmina con la soppressione degli Ordini e della Congregazioni che non hanno per scopo opere di pubblica utilità.
In questo contesto storico che Barbara accoglie la chiamata a Dio, matura la sua vocazione. Nel 1869 la mamma Celestina muore e la casa Micarelli si apre; i figli partono ognuno per la propria strada. Barbara inizia la sua vita, senza più dipendere dal padre, ma nella dipendenza assoluta dalla volontà di Dio che la guida.
Con la sorella Carmela, prese in affitto una casetta e cominciò a porsi al servizio della comunità . Fu in breve tempo un plebiscito di ammirazione da parte del popolo e delle autorità. Vennero presto i primi aiuti che non dispensarono sacrifici eroici. Infatti le due sorelle Micarelli davano gratuitamente quanto gratuitamente avevano ricevuto. Si unì alla comunità Caterina Vicentini, cugina dell’Arcivescovo dell’Aquila .

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La piccola casa di Via del Carmine non fu più sufficiente. Si trasferirono altrove ed aprirono un educandato, poi a costo di sacrifici sempre più generosi, un primo gruppo di orfanelle. Nemmeno la nuova casa fu sufficiente . Barbara riuscì, con l’aiuto del P. Eusebio da Pratola che non abbandonò mai le generose giovani, ad acquistare Palazzo Picalfieri presso la Porta Bazzano; questa divenne la culla del futuro Istituto.
Nel ripulire la vecchia cappella del palazzo, ci fu la gioia di una sorpresa meravigliosa; in mezzo ad un cumulo di rottami, fra muffa e ragnatele, rinvenne un’antica pittura : La Vergine Santissima circondata da una schera di Angeli. Fu una luce che precisò ancor meglio la vocazione. Oltre al volto benedicente della Madonna degli Angeli, Barbara vide il volto sorridente ed invitante di San Francesco. Era ormai sicura di avere la protezione del cielo e cortissima della strada da prendere. Decisa, partì per Roma per ottenere dal Vicario di Cristo e dal successore di San Francesco, l’approvazione e l’appoggio. Pio IX benedisse le spronò la giovane abruzzese, assicurandole la sua protezione ed il suo aiuto, avuti successivamente anche dal Ministro Generale dell’Ordine dei Frati minori.
Nel 1879 ha inizio ufficialmente l’Istituto delle Terziarie Francescane di Gesù Bambino.
A Roma nella cappella delle Suore della Compassione, Barbara si consacra a Dio e riceve il saio francescano dalle mani di Padre Bernardino da Portoguaro, Ministro Generale OFM, che le fa dono del proprio abito e del proprio mantello.
Barbara assume il nome di Suor Maria Giuseppe di Gesù Bambino. Il Padre Generale autentica la francescanità della vocazione di M. Maria Giuseppa e delinea la fisionomia e la funzione del nuovo Istituto serafico che aggrega all’Ordine dei Frati Minori. Ne affida la direzione e l’assistenza spirituale a P. Eusebio coadiuvato dal P. Pasquale da Gambatesa.
Seguono anni sereni, fecondi di bene, anche se contrassegnati da innumerevoli sacrifici e disagi, tipici delle origini.
Nell’Agosto del 1888 Suor Maria Giuseppa apre una casa in S. Maria degli Angeli in Assisi, che diventa la Casa Madre dell’Istituto. Vi stabilisce pure il noviziato, affichè all’ombra della Porziuncola la piccola famiglia serafica tragga la linfa animatrice e vivificatrice per la sua operosità ed espansione. Nel 1885 muore P. Eusebio e l’anno seguente muore p. Pasquale, che gli era succeduto come Commissario per incarico del Padre Generale.
La via della fondatrice da allora fu irta di difficoltà senza numero. La diversa valutazione della sua personalità e del suo carisma fecero nascere e crescere intorno a lei incomprensioni, contraddizioni, rifiuti….. Durante il Capitolo Generale del 1894, non fu rieletta come Superiora Generale. Dopo pochi anni fu mandata in Sardegna col pretesto di aprire una casa. Intanto si mutarono alcuni punti sostanziali della Regola da lei scritta.
Nel 1898, ammalatasi gravemente, dovette recarsi a Roma e là visse diversi anni come in esilio, lontana dalle sue sorelle.
Il 25 Marzo 1909, M. Maria Giuseppe ritornata a Santa Maria Degli Angeli; ne aveva preavvisato per iscritto la Superiora Generale. Era stremata di forze, malata e desiderosa unicamente di finire i suoi giorni in seno al suo Istituto, assistita dalle consorelle.
Era festa a Casa Madre in quel giorno: si stava celebrando la professione di alcune novizie e l’entrata in noviziato di altre giovani. Era presente il Vescovo di Assisi. La Madre bussò alla porta. Non fi ricevuta. Fu mandata ad Assisi, dalle Suore Francescane del Giglio (ora Francescane Missionarie di Assisi). La Madre Maria Giuseppa diede l’estrema prova del suo spirito di fede, di abbandono in Dio e della sua capacità di amore e di perdono. Morì pochi giorni dopo, serena, benedicendo il suo Istituto, tutte le sorelle assistita fino alla fine da Padre Feliciano Brinci OFM.
Era il 9 Aprile 1909.

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