{"id":323,"date":"2014-03-03T23:16:20","date_gmt":"2014-03-03T22:16:20","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/?page_id=323"},"modified":"2023-03-05T21:25:02","modified_gmt":"2023-03-05T20:25:02","slug":"santa-caterina-da-siena","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/?page_id=323","title":{"rendered":"Santa CATERINA da Siena"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-325 aligncenter\" src=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Santa_Caterina_1-270x300.jpg\" alt=\"Santa_Caterina_1\" width=\"270\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Santa_Caterina_1-270x300.jpg 270w, https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/Santa_Caterina_1.jpg 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 270px) 100vw, 270px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: large; color: #660000;\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">Vergine, dottore della Chiesa Patrona d&#8217;Italia 1347 \u2013 1380<\/span><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\">Ventiquattresima figlia di Jacopo Benincasa e di Lapa de&#8217;Piagenti. All&#8217;et\u00e0 di sei anni ha la sua prima emblematica visione del Cristo in abiti pontificali, l&#8217;anno dopo nel suo cuore emette gi\u00e0 il voto di verginit\u00e0.<br \/>\nDopo aver superato molti ostacoli frapposti dalla famiglia alla sua vocazione, a 16 anni indossa l&#8217;abito Domenicano.<br \/>\nFino ai vent&#8217;anni vive una vita molto ritirata caratterizzata dalla continua preghiera e da una intensa penitenza.<br \/>\nGes\u00f9 la favorisce di molte visioni e di ammaestramenti, ponendo le basi della sua ascesa spirituale, che si concentra nella conoscenza di s\u00e9, &#8220;colei che non \u00e8&#8221;, per umiliarsi, e di Dio, &#8220;colui che \u00e8&#8221;, per crescere nel suo amore. Il demonio invece la tormenta con numerose tentazioni.<br \/>\nCaterina inizia cos\u00ec a soccorrere i poveri, ad assistere gli ammalati, soprattutto i pi\u00f9 abbandonati, a consolare gli afflitti, a liberare gli ossessi, a rappacificare i contendenti, a convertire dei condannati a morte. Numerose le grazie di carattere materiale e spirituale dovute alla sua caritatevole intercessione.<br \/>\nFu guidata dal domenicano Tommaso della Fonte e si diede a lavorare tenacemente per raggiungere la perfezione spirituale. Insensibile alle iniziali calunnie e maldicenze dei concittadini (che in seguito dovettero ricredersi gi\u00e0 quando Caterina era ancora in vita), un\u00ec alla sua indole contemplativa un apostolato di opere caritatevoli e assistenziali nell&#8217;ospedale di Santa Maria della Scala e nel lebbrosario di San Lazzaro. Un giorno, per punirsi del ribrezzo che le piaghe di un malato le suscitavano, bevve l&#8217;acqua che le era servita per lavare la ferita, dichiarando che &#8220;non aveva gustato mai cibo o bevanda tanto dolce e squisita&#8221;. Ci\u00f2 fatto, la ripugnanza pass\u00f2.<br \/>\nSi riunisce a poco a poco intorno a lei un gruppo sempre pi\u00f9 vasto di persone di ogni et\u00e0, ceto e condizione, i suoi &#8220;figli&#8221; spirituali, che saranno poi detti &#8220;caterinati&#8221;. Inizia anche ad inviare le famose lettere, con cui si rivolger\u00e0 a re, papi, principi, capi di governo, frati, suore, ma anche a laici di ogni ceto e condizione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-327 alignleft\" style=\"border: 8px solid white;\" src=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/St__Catherine_of_Siena-Andrew_Vanni-1332-1414-168x300.jpg\" alt=\"St__Catherine_of_Siena-Andrew_Vanni-1332-1414\" width=\"168\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/St__Catherine_of_Siena-Andrew_Vanni-1332-1414-168x300.jpg 168w, https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/St__Catherine_of_Siena-Andrew_Vanni-1332-1414-575x1024.jpg 575w, https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/St__Catherine_of_Siena-Andrew_Vanni-1332-1414.jpg 849w\" sizes=\"auto, (max-width: 168px) 100vw, 168px\" \/><br \/>\nNel 1374 , in Toscana riceve le stigmate, sigillo nella carne del suo appassionato amore per Ges\u00f9 Crocifisso. Ad Avignone Caterina si adopera per pacificare il Pontefice con i Fiorentini, fallito quest&#8217;intento, riesce a convincere Gregorio XI a riportare a Roma la sede del Papato, cosa che si realizza nel gennaio del 1377 dopo 70 anni di cattivit\u00e0, e lo esorta a dare inizio alla necessaria riforma dei costumi nella Chiesa. Soprattutto sotto la sua ispirazione il B. Raimondo suo confessore ed altri domenicani attueranno tale riforma anche nell&#8217;Ordine Domenicano.<br \/>\nDopo un periodo di intensa attivit\u00e0 spirituale nella Val d&#8217;Orcia, durante il quale riceve la straordinaria illuminazione sulla verit\u00e0, che costituir\u00e0 la materia del Dialogo, Caterina \u00e8 inviata da Urbano VI a trattare la pace con i Fiorentini, conclusa la quale, si dedica alla dettatura del Dialogo, risposta di Dio alla richiesta di misericordia, in cui il Padre esplica il piano d&#8217;amore della Trinit\u00e0 verso l&#8217;uomo peccatore, piano che si \u00e8 manifestato in Cristo crocifisso, il ponte che ha ricongiunto il cielo e la terra, Via che ognuno deve percorrere ascensionalmente imitandolo nel suo amore per le anime, sostenuto dal suo Sangue, amministrato dalla santa Chiesa nei Sacramenti.<br \/>\nScoppiato lo scisma d&#8217;occidente il 20 settembre di quello stesso anno, il 1378, Caterina si adopera in ogni modo, con la preghiera, l&#8217;offerta sacrificale di s\u00e9, la parola, le lettere, per sanarlo e riportare la Chiesa all&#8217;unit\u00e0. Buona parte delle 381 lettere dell&#8217;Epistolario ne danno testimonianza.<br \/>\nPer rendere pi\u00f9 incisiva la sua opera a favore della Chiesa Urbano VI la chiama a Roma, dove Caterina trascorrer\u00e0 gli ultimi due anni della sua vita. Per invito del Pontefice parla in Concistoro ai nuovi Cardinali, per esortarli alla fedelt\u00e0 al vero Papa.<br \/>\nPer volont\u00e0 divina dai primi di febbraio a met\u00e0 marzo ella si reca ogni giorno a pregare a S. Pietro dalle nove del mattino fino al Vespro, nonostante le sue condizioni fisiche siano definite dalla Santa quelle di &#8220;una morta&#8221;, qui un giorno ha la visione della Chiesa che viene appoggiata sulle sue spalle sotto figura di una navicella. Resa incapace di muoversi, trascorre gli ultimi quaranta giorni della sua vita sul suo lettuccio tra atroci sofferenze, offrendo la propria vita per la Chiesa, come lei stessa testimonier\u00e0 sul letto di morte: &#8220;Tenete per certo, figlioli, che io ho offerto la mia vita per la santa Chiesa&#8221;. Spira dolcemente il 29 aprile 1380 pronunciando le parole: &#8220;Padre nelle tue mani affido il mio spirito&#8221;. Il suo corpo viene sepolto nella basilica domenicana di S. Maria sopra Minerva, dove giace tuttora sotto l&#8217;altare maggiore. Viene canonizzata da Pio II nel 1460.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/SantaCaterina-21-210x300.jpg\" alt=\"SantaCaterina 21\" width=\"210\" height=\"300\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: medium;\">La Chiesa, tanto amata, nella persona dei pontefici, costantemente la invoca e la onora, affidandole i suoi tesori: Pio IX la nomina compatrona di Roma con i santi Pietro e Paolo, Pio X la elegge a patrona delle donne di Azione Cattolica, Pio XII la sceglie quale compatrona d&#8217;Italia con S. Francesco d&#8217;Assisi e la dona alle donne di Azione Cattolica quale loro patrona, Paolo VI la conferisce il titolo di Dottore della Chiesa ed infine Giovanni Paolo II la nomina compatrona d&#8217;Europa con S. Brigida di Svezia e S. Benedetta della Croce, additandola come esempio per le nuove generazioni del terzo millennio.<br \/>\nNel giorno d&#8217;apertura della seconda Assemblea Speciale per l&#8217;Europa del Sinodo dei Vescovi, Giovanni Paolo II con la Lettera Apostolica Motu Proprio &#8220;Spes Aedificandi&#8221; in data 1 ottobre 2001, ha dichiarato Caterina Santa Patrona d&#8217;Europa insieme a Santa Brigida di Svezia, che poco prima di Caterina aveva cercato di porre rimedio alla terribile situazione della Chiesa e Edith Stein, l&#8217;ebrea convertita e fattasi monaca carmelitana, che venne uccisa in un campo di concentramento perch\u00e9 ebrea. Giovanni Paolo II ha cos\u00ec voluto sottolineare come queste tre donne debbano essere di esempio per le nuove generazioni del terzo millennio. Le ragioni di quest&#8217;iniziativa sono espresse al n. 3 del documento: Santa Brigida ha collegato i confini d&#8217;Europa; Caterina ha riportato il papa alla sua sede naturale, Roma; Edith per aver collegato la sue radici ebraiche a quella della sequela Christi.<\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">Dal 5 agosto 1855 il corpo della santa riposa nel sarcofago marmoreo sotto l&#8217;altare maggiore della basilica di Santa Maria sopra Minerva a Roma. Moltissime sono le sue reliquie corporali sparse nelle chiese di tutto il mondo. A Roma \u00e8 esposta la mano sinistra nel monastero del Rosario a Monte Mario, una scapola nella chiesa dei Santi Domenico e Sisto. Altre reliquie corporali sono ancora nella chiesa di Santa Caterina in via Giulia, in Santa Cecilia, a Santa Croce in Gerusalemme, nella chiesa dei SS. Salvatore e Giovanni Battista ed Evangelista. La testa di Caterina fu portata a Siena nel 1384 ed \u00e8 esposta in una cappella affrescata dal Sodoma sul lato destro della basilica di San Domenico. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><span style=\"font-size: medium;\">L&#8217;esperienza mistica di Santa Caterina si traduce in moti indimenticabili nelle sue Lettere (381, dettate ai suoi discepoli). In esse rivive in tutta la sua immensa forza, l&#8217;ardore della sua passione religiosa e insieme la sua azione di predicazione, espresse con un&#8217;eccelsa efficacia. Certo, nella sua prosa corposa e violenta, tenuta sempre su un registro altissimo fino a diventare puro grido d&#8217;amore per Cristo, sono rare le pause di serena contemplazione poetica, in cui la veemenza del suo linguaggio si riscatta dal peso delle intenzioni pratiche che la determinano. Sono i momenti di suprema ebbrezza, in cui la tensione dell&#8217;anima donata al Cristo si esprime in quelle immagini roventi di fiamma e di sangue in cui pare tradursi nel modo pi\u00f9 caratteristico il ritmo della sua esperienza mistica, tutta permeata di una sete di sacrificio e tutta rivolta a rivivere continuamente in s\u00e9 stessa la Passione del Cristo.<br \/>\nPapa Giovanni Paolo II, nel febbraio del 1995, durante la recita dell&#8217;Angelus, defin\u00ec Caterina &#8220;messaggera di pace&#8221;. L&#8217;esordio in questo ruolo la Santa senese lo ebbe nella sua citt\u00e0, che come molte citt\u00e0 dell&#8217;Italia del XIV secolo, viveva una situazione sociale alquanto difficile e travagliata; vi erano cruenti lotte fra fazioni rivali, facenti spesso capo a potenti famiglie che si contendevano il predominio sul governo della citt\u00e0. La sua fama di &#8220;donna di pace&#8221; presto si estese anche fuori le mura di Siena, a Volterra per esempio, dove per il bene della citt\u00e0 riusc\u00ec a sedare gli od\u00ee fra due famiglie, una guelfa e una ghibellina.<br \/>\nSempre Giovanni Paolo II ha definito Caterina &#8220;la mistica della politica&#8221;. Infatti nelle lettere ai politici suoi contemporanei ricorda che il potere di governare la citt\u00e0 \u00e8 un &#8220;potere prestato&#8221; da Dio. La politica, per la Santa senese, \u00e8 la buona amministrazione della cosa pubblica finalizzata ad ottenere il bene comune, non certo l&#8217;interesse personale. Per far questo il buon amministratore deve ispirarsi direttamente a Ges\u00f9 Cristo che rappresenta l&#8217;esempio pi\u00f9 alto di giustizia. La giustizia infatti nella dottrina politica di Santa Caterina assume un ruolo fondamentale; senza giustizia non c&#8217;\u00e8 pace e se manca la pace viene meno il presupposto che sta alla base della crescita sociale e morale di uno stato. A Pietro del Monte, Podest\u00e0 di Siena scrive: &#8220;Siate vero giudice e signore nello stato che Dio v&#8217;ha posto e direttamente rendiate il debito al povero ed al ricco, secondo che richiede la santa giustizia, la quale sia sempre condita con misericordia&#8221;. E ancora ai Consoli e Gonfalonieri di Bologna scrive: &#8220;Se voi sarete uomini giusti che il reggimento vostro sia fatto\u2026 non passionati n\u00e9 per amor proprio e bene particolare, ma con bene universale fondato sulla pietra viva Cristo dolce Ges\u00f9&#8221;. <\/span><\/p>\n<p align=\"justify\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-328 aligncenter\" src=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/santacaterina2-237x300.jpg\" alt=\"santacaterina2\" width=\"237\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/santacaterina2-237x300.jpg 237w, https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/santacaterina2-809x1024.jpg 809w\" sizes=\"auto, (max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vergine, dottore della Chiesa Patrona d&#8217;Italia 1347 \u2013 1380 Ventiquattresima figlia di Jacopo Benincasa e di Lapa de&#8217;Piagenti. 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