{"id":423,"date":"2014-03-06T23:37:18","date_gmt":"2014-03-06T22:37:18","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/?page_id=423"},"modified":"2023-03-25T22:19:29","modified_gmt":"2023-03-25T21:19:29","slug":"la-processione-del-venerdi-santo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/?page_id=423","title":{"rendered":"La Processione del Venerd\u00ec Santo"},"content":{"rendered":"\n<p><span style=\"font-size: x-large;\"><b>&nbsp;<\/b><\/span><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/?page_id=164\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/bara-13-150x150.jpg\" alt=\"bara 13\" class=\"wp-image-186\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">LA BARA<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/?page_id=193\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Sulmona2013VS058-150x150.jpg\" alt=\"Sulmona (Aq). Venerdi Santo. Edizione 2013. Simboli\" class=\"wp-image-202\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;ADDOLORATA<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/?page_id=228\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Tronco-150x150.jpg\" alt=\"Tronco\" class=\"wp-image-236\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">IL TRONCO<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/?page_id=288\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/03\/spartito-150x150.jpg\" alt=\"spartito\" class=\"wp-image-801\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">IL MISERERE<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/?page_id=274\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"150\" src=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/Coro-1-150x150.jpg\" alt=\"Coro 1\" class=\"wp-image-256\"\/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">IL CORO<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: large;\">All\u2019imbrunire, come tradizione vuole, dalla chiesa della SS.Trinit\u00e0 prende le mosse il corteo in saio rosso del Venerdi Santo. E\u2019 la struggente rappresentazione del \u201crito funebre\u201d della traslazione del Cristo, deposto dalla Croce, verso il Sepolcro. Narra il Vangelo di Marco (15,46) che un membro del sinedrio, Giuseppe d\u2019Arimatea, ebbe autorizzazione da Pilato a deporre il corpo di Ges\u00f9 e \u201c<b>comprato un lenzuolo, lo cal\u00f2 gi\u00f9 dalla croce e, avvoltolo nel lenzuolo, lo depose in un sepolcro scavato nella roccia\u201d. Non si conosce la data della prima processione del Venerdi Santo a Sulmona. Ma \u00e8 certo che il primo Venerdi Santo trinitario risale alla sera del 13 aprile 1827. Un documento custodito nell\u2019archivio dell\u2019Arcisodalizio attesta infatti che quell\u2019anno l\u2019organizzazione del corteo del Cristo Morto pass\u00f2 dalla Congrega dei Nobili all\u2019Arciconfraternita trinitaria. La disposizione del corteo del Venerdi Santo \u00e8 mutuata da quella della processione che i trinitari romani di S.Filippo Neri, tenevano la sera del Gioved\u00ec Santo. Unica novit\u00e0 venne rappresentata, dal 1750, dalla sostituzione del crocifisso con il maestoso Tronco. Ancor oggi la processione si apre con il quadrato dei lampioni a fare corona intorno al Tronco, grande Croce vacua, in velluto cremisi, un\u2019opera risalente al 1750, di cui fu autore l\u2019artigiano sulmonese Nicola Gizzi. La grande Croce \u00e8 intarsiata di tralci d\u2019argento, a ricordo del passo del Vangelo di Giovanni (15,5):\u201d<b>Io sono la vite, voi i tralci<\/b>\u2026\u201d. <\/b><\/span><\/p>\n\n\n\n<p><span style=\"font-size: large;\">Sulla sommit\u00e0 del Tronco \u00e8 posto un cartiglio argentato, dello stesso 1750, con la scritta INRI Iusus Nazarenus Rex Iudeorum (Ges\u00f9 Nazareno Re dei Giudei). Poco pi\u00f9 in basso del cartiglio viene l\u2019onorificenza attribuita all\u2019Arciconfraternita da Papa Pio XI, a motivo della partecipazione a l\u2019Anno Santo del 1925. Due lunghe file parallele di lampioni, subito dopo il quadrato del Tronco, precedono il Coro composto da un centinaio di cantori, tenori e bassi, che intonano il Miserere, camminando con il passo cadenzato dallo \u201cstruscio\u201d. Quindi, sostenute sulle spalle dai sacristani d\u2019onore, anche loro procedenti con lo \u201cstruscio\u201d, appaiono la Bara del Cristo Morto e la statua della Madre Addolorata. La Bara di fattura di scuola napoletana \u00e8 della stessa epoca del Tronco ma resta ignoto l\u2019autore, forse tal Pizzola o Pizzala. In processione la bara \u00e8 avvolta in una coperta scura, trapunta da ricami in filo dorato con i simboli della Passione. Simboli d\u2019argento, sostenuti da quattro angioli, che figurano ai lati della stessa Bara del Cristo Morto. In anni recenti il simulacro del Cristo Morto, custodito in una teca, ai piedi dell\u2019altare della SS.Trinit\u00e0, nel tempio della Confraternita, \u00e8 stato sottoposto ad una delicata opera di restauro curata dalla Soprintendenza ai Beni culturali d\u2019Abruzzo. La Madre Addolorata \u00e8 figura esile, come nella pi\u00f9 diffusa iconografia, avvolta in gramaglie e con \u201cla spada che trafigge l\u2019anima\u201d (Vangelo di Luca, 2,35). La Bara \u00e8 preceduta dal Vescovo e dal parroco di S.Maria ad Nives, nella cui circoscrizione ricade la chiesa della SS.Trinit\u00e0. La statua dell\u2019Addolorata invece \u00e8 seguita dalle consorelle, che indossano il loro scapolare su abito scuro e dal Cappellano, dagli amministratori e dai confratelli e sacristani benemeriti dell\u2019Arcisodalizio. Il percorso della processione, a tratti tra immense ali di folla, disegna una croce. Nell\u2019attraversare gran parte del centro storico il corteo trinitario tocca ben tredici chiese: S.Pietro, S.Gaetano, la Cattedrale di S. Panfilo, l\u2019Annunziata, S.Domenico, S.Caterina, S.Rocco, S.Filippo Neri, S.Chiara, S.Maria della Tomba, S.Lucia, S.Maria del Carmelo e S.Francesco della Scarpa. Attualmente la processione fa rientro in chiesa intorno alla mezzanotte<i>.&nbsp;<\/span><\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"has-large-font-size wp-block-heading\"><center><a href=\"https:\/\/lnx.arciconfraternitasstrinita.it\/?page_id=298\">Archivio sorteggi dall&#8217;anno 1994<\/a><\/center><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; All\u2019imbrunire, come tradizione vuole, dalla chiesa della SS.Trinit\u00e0 prende le mosse il corteo in saio rosso del Venerdi Santo. 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