Il Miserere

La manifestazione religiosa della Processione del Venerdì Santo, si caratterizza anche per la presenza di un coro di sole voci maschili, che intona una triste supplica a Dio, accompagnando il suo triste canto con un caratteristico passo cadenzato, meglio conosciuto ai sulmonesi come “lo struscio” .

“abbi pietà di me, o Dio secondo la Tua grande misericordia”

Queste le parole che, pronunciate con umiltà e sincerità da Davide in una delle più belle pagine del Salterio (Salmo 50), tramandate di generazione in generazione e divenute, nel sentimento religioso popolare, significativa espressione di dolore e pentimento, sono il principale motivo ispiratore delle composizioni che solitamente accompagnano i riti della Settimana Santa.
Queste le struggenti note che anche i cantori della Processione del Cristo Morto di Sulmona, indossando il camice rosso cremisi dei Confrati, continuamente intonano durante il lungo cammino per le vie della città, seguendo le partiture musicali dei Maestri Federico Barcone e Raffaele Scotti, eseguite ad anni alterni e dal brano “ECCE ENIM VERITATEM” composto da Giovanni dei Baroni Galli..

“Miserere mei, Deus, secundum magnam misericordiam tuam”
(Abbi pietà di me, o Dio, nella tua grande misericordia).

“Amplius lava me ab iniquitate mea et a peccato meo munda me”
(Ancor più lavami dalla mia iniquità e liberami dal mio peccato).

 “Tibi soli peccavi et malum coram te feci, ut iustificeris in sermonibus tuis et vincas cum iudicaris”
(Contro te solo ho peccato e male ho compiuto al tuo cospetto, perché tu sia giusto nelle tue parole e retto quando giudicherai).

“Ecce enim veritatem dilexisti, incerta et occulta sapientiae tuae manifestasti mihi”
(Ecco dunque amasti la verità e a me rivelasti i misteri e le cose imperscrutabili della tua sapienza).

Federico Barcone
Nacque a Sulmona nel 1862 e si spense nel 1940. Fin da ragazzo si avviò all’educazione musicale, seguendo le orme del padre, Ciro, artigiano e valente musicista. Iniziò la sua attività di musicista fin dal 1878. Anche i fratelli Francesco e Michele furono musicisti, diplomati al Conservatorio e direttori di bande e orchestre. Federico diresse anche la Banda Musicale “Città di Sulmona”. Con essa tenne una fortunata tournèe in Germania, ottenendo grande successo e ammirazione. A Berlino, a conclusione del Festival delle Bande Musicali il Kaiser Guglielmo II di Hohenzollern estasiato dall’esibizione della Banda sulmonese volle far dono al musicista Barcone della sua spada, un omaggio di grandissimo onore. In occasione della visita del Re Umberto I di Savoia nel capoluogo peligno Barcone compose una “Marcia Reale”, suo gioiello assieme ad altre centinaia di composizioni, tra le quali con la musica del Miserere, risalente al 1913 ed eseguito durante la processione del Cristo Morto, spiccano anche brani del Miserere musicati per la Pia Congrega di Rocca Pia e per quella di Introdacqua. Barcone fu anche Rettore dell’Arciconfraternita della SS.Trinità e volle decorarne la chiesa con affreschi del pittore Carlo Patrignani, che fu allievo di Teofilo Patini, insigne artista di Castel di Sangro. Barcone morì ad Avezzano durante i primi tempi del secondo conflitto mondiale. Le sue spoglie riposano nel cimitero di Sulmona. Il Miserere sulmonese resta la sua eredità più preziosa assieme ad altre sue composizioni annoverata dall’Unesco come “patrimonio dell’umanità” ed incluse nel catalogo della Siae e dell’Ismez.

Raffaele Scotti
Nacque a L’Aquila nel 1840. Morì a Catania nel primo decennio del Novecento. Fu insegnante di musica di grande valore e prestigio, diplomato al Conservatorio “S.Pietro a Majella” di Napoli. Trasferitosi a Sulmona nel 1869 insegnò presso le Scuole Normali (oggi Magistrali). Fu prolifico compositore di musica sacra e profana. Il suo “Miserere”, eseguito ad anni alterni durante la processione del Venerdi Santo, venne composto tra il 1870 e il 1875 e comprende i seguenti versetti “Miserere”, “Amplius” e “Tibi soli peccavi”, per le voci di tenore primo, tenore secondo e basso. Una composizione ricca di accenti e di tonalità che impegnano molto i coristi. Esprime egregiamente l’ispirazione mistica dell’autore attraverso una tessitura per lo più verticale, suggestiva e malinconica

Giovanni dei Baroni Galli
Giovanni dei Baroni Galli fu organista e maestro di Cappella della Chiesa dell’Annunziata negli anni tra il 1850 e il 1869, quando il suo ruolo passò al maestro Mattia Cipollone che lo mantenne fino all’anno 1882 allorchè decise di trasferirsi ad Assisi come maestro di Cappella. Appena trasferito in Assisi il Cipollone, Galli tornò all’incarico di maestro organista della monumentale chiesa sulmonese, incaricato dal consiglio d’amministrazione dell’ente Casa Santa dell’Annunziata.
Il “Miserere” di Giovanni dei Baroni Galli fu composto tra il 1883 ed il 1890. Si compone di due parti, “Miserere – Tibi soli” ed “Ecce” per le voci di tenore primo, tenore secondo e basso.
Riscoperto nel 1995 dopo numerosi anni di oblio, solo il versetto “Ecce Enim Veritatem” viene eseguito dal Coro del Miserere durante la Processione del Venerdì Santo.

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