Messaggio del Rettore per la Pasqua 2020

Sulmona2014VS392

Carissimi,

stiamo vivendo un periodo difficile e delicato, certamente eccezionale, nel quale ad ognuno di noi è richiesto un grande sforzo per il raggiungimento del bene comune e per la difesa della salute di tutti.

La quarantena imposta da questo virus è coincisa con la Quaresima che giunge alla Pasqua, una Pasqua che, quest’anno, quasi sembra non dover arrivare, proprio perché la situazione che stiamo vivendo mette a dura prova, fra l’altro, anche la nostra fede. Ciò che deve confortarci, però, è la consapevolezza che la Pasqua verrà, anche questa volta; Cristo verrà di nuovo in mezzo a noi per salvarci, per donarci la speranza con la sua vittoria sulla morte e la sua resurrezione. Speranza e resurrezione che rendono nuove tutte le cose.

Sarà una Pasqua diversa, è vero. A causa delle restrizioni dettate per contrastare la diffusione della pandemia, quest’anno la nostra processione del Venerdì Santo non si terrà. Con grande dispiacere, dopo tantissimi anni la porta della chiesa della SS. Trinità non si aprirà al suono della marcia funebre del Maestro Vella ed i nostri occhi non vedranno la grande Croce Cremisi con i tralci d’argento, né il Cristo dei trinitari che nella chiesa pone la testa nelle mani della Madre addolorata ai piedi della croce. Mancheranno i gesti di devozione del popolo e la preghiera davanti a quei tanto amati simulacri che hanno accompagnato la vita di tantissime generazioni di sulmonesi.

È vero, i nostri occhi non potranno vedere e le nostre orecchie non potranno udire; ma sono sicuro che i nostri cuori di Cristiani riporteranno alla mente di ognuno di noi il mesto incedere dei Trinitari in saio rosso cremisi e lo struggente canto con il quale Davide chiede perdono a DIO dei suoi peccati: “MISERERE MEI DEUS, SECUNDUM MAGNAM” (“ABBI PIETA’ DI ME O DIO SECONDO LA TUA GRANDE MISERICORDIA”).

Sarà un Venerdì santo diverso. Nella frenesia delle nostre vite “normali” eravamo abituati a non avere mai abbastanza tempo, presi com’eravamo dalle nostre mille cose più o meno utili da fare; ora però siamo chiusi nelle nostre case dove spesso siamo in silenzio ed è proprio in questo silenzio che possiamo soffermarci a riflettere e a provare per recuperare valore profondo del sacrificio di Cristo che, attraverso la Croce non distrugge il male, ma lo porta sulle spalle per liberare l’umanità intera. Sia Cristo, ancora una volta, in questo insolito Venerdì santo il nostro modello. Seguiamo il suo esempio: portiamo la croce sulle spalle e offriamo proprio al Signore i nostri sacrifici e le nostre sofferenze, chiediamo a Lui la forza per riuscirci e, quando tutto sarà finito, sono sicuro che ne usciremo rafforzati nella fede.

Un pensiero ed una preghiera in questi giorni in cui ricordiamo il centro della nostra fede va a tutti coloro che, a causa di questo virus, ci hanno preceduti alla Casa de Padre ed alle loro famiglie, a tutti i sanitari che hanno perso la vita ed a tutti quelli che fino ad ora hanno operato ed operano con grande sacrificio personale negli ospedali: il Signore si rivolga a tutti loro, mostrando il suo volto onnipotente e misericordioso e infondendo lo Spirito consolatore e latore di forza.

A nome mio, del Consiglio Direttivo e di tutta fratellanza Trinitaria, un sentito augurio di Buona Pasqua a voi ed alle vostra famiglie.

                                                                                                        IL RETTORE
                                                                                                   Antonio DI NINO

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