
L’Aquila si è stata scelta come città ospitante delle due giornate del XXVII Cammino Nazionale di Fraternità della Confederazione Nazionale delle Confraternita d’Italia. L’importantissimo evento è caduto proprio nell’anno in cui il capoluogo di Regione abruzzese è “Capitale Italiana della Cultura 2026” ed è stato uno storico ritorno del raduno nazionale della Confederazione dopo gli anni di stop causati dalla Pandemia, che ha richiamato per l’occasione oltre 180 confraternite e migliaia di fedeli da ogni Diocesi d’Italia. L’evento ha avuto luogo nei giorni di sabato 19 e domenica 20 settembre 2026. La prima giornata si è sviluppata essenzialmente su due filoni principali, uno istituzionale e organizzativo della Federazione, ed uno strettamente spirituale con una processione in notturna lungo le vie della città. In questa giornata come previsto dallo Statuto della Confederazione, è stata convocata l’Assemblea Elettiva Nazionale per una sessione amministrativa formata dai Delegati, Priori e Rettori delle varie Confraternite al cui ordine del giorno vi era essenzialmente la votazione per il rinnovo del Consiglio Direttivo e del Collegio dei Revisori dei Conti per il quinquennio 2026–2031. Nell’occasione sono state inoltre definite le linee di programma che dovranno guidare il prossimo quadriennio quali il ruolo sociale delle associazioni laicali all’interno dei territori, e l’impegno a fianco dei Vescovi e dei Parroci. L’elezione del nuovo Consiglio e del nuovo Collegio dei Revisori dei conti, ha visto fra gli altri l’elezione dei rappresentati delle Confraternite abruzzesi Dr. Augusto SARDELLONE, già Priore dell’Arciconfraternita Morte ed Orazione di Lanciano, all’interno della Terna Presidenziale che dovrà essere sottoposta alla C.E.I. per la prevista approvazione e nomina del Presidente, e del Dr. Giulio OBLETTER, già Governatore dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti di Chieti, quale Vicepresidente Vicario e Vice Presidente per il Centro Italia. Ai nuovi Eletti va l’Augurio di tutta la fratellanza trinitaria di buon lavoro mirato alla sempre maggiore valorizzazione del grande e storico patrimonio di fede e pietà popolare rappresentato dalla Confraternite. Nel pomeriggio tutte le delegazioni presenti hanno preso parte ad un incontro/convegno sul Cammino Confraternale inserito nel contesto aquilano. La giornata si è poi conclusa con uno degli eventi più attesi, la solenne Processione Penitenziale che per l’occasione si è svolta in notturna. Alle 21:30 una emozionante Processione Penitenziale ha preso il via dalla Chiesa del Suffragio meglio conosciuta come la Chiesa delle Anime Sante in Piazza Duomo, percorrendo in maniera solenne i vicoli storici e i palazzi ricostruiti del centro dell’Aquila. Il rito, illuminato dalle fiaccole e dai fanali dei confratelli in abiti tradizionali, ha visto la partecipazione straordinaria delle storiche processioni della tradizione abruzzese; creando un’atmosfera di profondo raccoglimento. La processione è stata aperta dall’’Arciconfraternita di Maria Santissima Addolorata dell’Aquila dai colori blu e rosso, seguita dalle insegne dell’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti di Chieti con il tradizionale saio nero con mozzetta dorata; è giunta poi la nostra Arciconfraternita con il tradizionale saio rosso cremisi che ha composto con i fanali processionali il “quadrato” con al centro lo stendardo rosso e la croce lignea. Hanno in fine chiuso la Processione i confratelli con saio nero e cappuccio dell’Arciconfraternita Morte e Orazione di Lanciano che ha riproposto la tradizione del “Cireneo”. Accompagnato dal fuoco delle fiaccole un confratello incappucciato ha trasportato sulle spalle a piedi nudi una grande croce lignea lungo tutto il tragitto del sacro rito penitenziale. L’Associazione Circolo Musicale di Introdacqua, diretta dal Maestro Gabriele PINGUE, ha accompagnato la processione suonando i brani della tradizione del Venerdì Santo sulmonese quali “Una lacrima sulla tomba di mia madre” del Maestro Vella e la Sonata n. 2 op. 35 in Si bemolle di Chopin meglio conosciuta come “Marcia Funebre”, e le musiche della tradizione della Pasqua lancianese, “Cristus” e “Marcia Funebre” dei Maestri Masciangelo e Ravazzoni. Intorno alla mezzanotte il corteo processionale ha fatto rientro in chiesa dove S.E. Mons. AIELLO ha concluso con un momento di preghiera ed una benedizione solenne.
Domenica è stata invece la giornata del grande impatto visivo, poiché le tantissime Confraternite presenti hanno colorato le vie cittadine con i loro abiti tradizionali, di diverse fogge e colori e con i gonfaloni storici. La solenne Celebrazione Eucaristica si è tenuta allo Stadio Comunale Tommaso Fattori che per l’occasione si è trasformato in una grande e colorata Cattedrale a cielo aperto; il rito è stato presieduto dall’Arcivescovo Metropolita dell’Aquila, S.E. Mons. Antonio D’ANGELO, e concelebrata dall’Assistente Ecclesiastico Nazionale della Confederazione, Mons. Arturo AIELLO (Vescovo di Avellino), nonché dai sacerdoti da tutta la penisola. La liturgia è stata impreziosita dai canti della Cappella Musicale Pamphiliana di Sulmona. Il Cammino di Fraternità, che è stato aperto dalla sacra effigie di “Maria, Madre della Speranza e delle Confraternite”, ha poi preso ufficialmente il via con un lunghissimo e maestoso corteo che si è mosso dallo Stadio lungo viale Gran Sasso per fare ingresso nel centro storico. Abiti storici, grandi e caratteristiche croci lignee devozionali, insegne ricamate e antiche macchine processionali hanno sfilato davanti a una folla festosa. Il Cammino si è concluso alle ore 13:00 sul sagrato e all’interno della monumentale Basilica di San Bernardino da Siena, dove i partecipanti hanno ricevuto la solenne benedizione finale prima del rientro nelle proprie diocesi. La pietà popolare delle Confraternite dimostra ancora una volta di essere un tesoro prezioso della Chiesa di questo millennio; le Confraternite sono custodi fedeli di questo tesoro. Le preghiere, le processioni, le tradizioni, la carità e l’esempio dei loro gesti mantengono viva la fede di ogni città o paese, trasmettendola di generazione in generazione. A fianco delle antiche usanze si testimonia un legame antico e autentico con Cristo e con la Vergine Maria, mostrando quel Vangelo vissuto nella quotidianità con fede, fraternità e solidarietà. La pietà popolare, quando è alimentata da una fede sincera, diventa così una strada semplice e profonda per incontrare Dio e portare la Sua luce nella vita di tutti.























