1575-2025 – I Trinitari sulmonesi a Roma… dove il rosso cremisi ebbe inizio
1575-2025 – I Trinitari sulmonesi a Roma… dove il rosso cremisi ebbe inizio

1575-2025 – I Trinitari sulmonesi a Roma… dove il rosso cremisi ebbe inizio

1575-2025 – I Trinitari sulmonesi a Roma… dove il rosso cremisi ebbe inizio

Giornata storica quella di domenica 14 dicembre scorso per l’Arciconfraternita che ha celebrato i 450 anni trascorsi dall’atto di aggregazione con l’Arciconfraternita trinitaria dei Pellegrini in Roma, fondata da San Filippo Neri. In una giornata intensa, ricca di emozioni, l’anniversario è stato celebrato con particolare solennità, con l’incontro della delegazione trinitaria sulmonese, guidata dal vescovo di Sulmona-Valva, Michele Fusco e dal rettore dell’arcisodalizio Raffaele Carrozza. I confratelli e le consorelle sulmonesi sono stati accolti nella chiesa della Santissima Trinità di Roma, in piazza della Trinità. Subito dopo lo scambio di saluti, i Trinitari, prima della celebrazione della santa messa, hanno adempiuto il rito della “lavanda dei piedi”, come stabilito da San Filippo Neri, per quanti venivano accolti nella sua confraternita, dedita ad opere di carità e di soccorso verso i più bisognosi. Subito dopo è avvenuto lo scambio di doni tra il rettore trinitario Carrozza e i guardiani dell’arciconfraternita romana, Graziano Paventi di San Bonaventura e Fabrizio Azzola, con il sagrista Mario Claudio. Ai sulmonesi è stata donata copia dell’atto che il 17 novembre 1575 sigillò l’aggregazione tra i due arcisodalizi trinitari. Documenti storici che arricchiscono l’archivio dell’arciconfraternita sulmonese.

Il primissimo incontro tra i due sodalizi avvenne nell’Anno Santo 1550. Nell’Anno Santo successivo venne sigillato l’atto di aggregazione. Dalla confraternita romana i sulmonesi ebbero l’abito, in saio rosso e pettorina bianca ma anche la disposizione della processione del Venerdi Santo. A tutti i confratelli, sacristani d’onore e consorelle, i trinitari romani hanno donato un ricordo della giornata. Ai confratelli e consorelle romani, oltre ai confetti, è stata donata copia delle pubblicazioni riguardanti la storia dell’Arciconfraternita di Sulmona. Ma anche un cero pasquale, con l’icona del Tronco, la grande croce vellutata cremisi dei Trinitari, con i simboli delle due arciconfraternite, del peso pari a dieci libbre dell’epoca, acceso durante la santa messa: era questo infatti l’obolo che i trinitari sulmonesi erano tenuti a versare dal 1575. Ed infine dodici tovagliette, utili per la lavanda dei piedi che i romani useranno in occasione del Giovedi Santo.  Successivamente è stata celebrata la santa messa, secondo un antico rituale, tutta in latino, presieduta dal parroco e primicerio don Brice Meisonnier. La giornata romana si è conclusa con una conviviale e con la visita alla chiesa di S.Maria della Minerva, che custodisce le spoglie di S.Caterina da Siena, patrona delle consorelle trinitarie sulmonesi.

Il vescovo Fusco e le consorelle, in raccoglimento davanti all’altare maggiore con le spoglie della santa senese, hanno pronunciato una breve preghiera. In serata il ritorno a Sulmona, portando un’esperienza unica vissuta, rinnovando un evento tra i più importanti nella lunga storia dell’Arciconfraternita trinitaria. Adesso, ripristinato un antichissimo rapporto, noi Trinitari sulmonesi avremo il piacere e la gioia di ospitare confratelli e consorelle romani, in una prossima occasione, riaffermando tutta l’importanza di quell’atto di aggregazione del 1575, di cui saremo sempre onorati.

Giuseppe FUGGETTA